Urca, se è peperina quella lì…

Mica scherza, Alice.

Voleva vincere e ha vinto. Lo ha fatto in terra francese, in quel di Bordeaux, zompando sul gradino più alto del podio e guardando dall’alto le sue rivali straniere. Oui monsieur!

Brava Alice, immensa Alice: Campionessa europea 2017 nella categoria girls 10 years.

Ma quello che lei e la sua famiglia ricorderanno per sempre, non sarà soltanto la premiazione.

Passeranno piacevolmente un sacco di tempo a rivivere e riassaporare l’escalation dell’emozione crescente manche dopo manche, quando Alice tagliava il traguardo per prima, recuperava fiato ed energie e si preparava per quella successiva. Le qualifiche, gli ottavi, i quarti, la semifinale, la finale.

“La tensione che aveva dentro era molto forte”, spiega papà Roberto, non ancora uscito dall’estasi della vittoria della sua piccola, “e l’aveva da diverso tempo, da molto prima di partire per Bordeaux. Sentiva molto questa gara e noi, di conseguenza, vivevamo la sua apprensione. Ma sapevamo anche che per le altre non sarebbe stato facile batterla, anche perché era ancora vivo il ricordo dell’Europeo di Verona dell’anno scorso, dove era arrivata seconda. Bruciava ancora quella vittoria mancata”.

Profeta? Certo, ma senza la necessità di sforzarsi troppo. Del resto, Alice è un concentrato di determinazione, tecnica e agonismo puro, tanta roba tutta contenuta in un metro e qualche spanna di vitalità e di entusiasmo per il bmx, sport che ha iniziato ad amare grazie ad Enrico, suo fratello, ora allievo.

“Ricordo che eravamo a Perugia”, ricorda Roberto, “e lei, ancora piccolissima, continuava ad aggirarsi intorno alla bicicletta di Enrico, che già correva. La guardava, la toccava, pareva che stesse aspettando il suo turno per salirci sopra! Credo che la scintilla sia scoppiata lì. Era uno scricciolo, andava ancora all’asilo e all’ultimo anno l’abbiamo iscritta al team. E da lì è cominciato tutto”.

Alice corre con i colleghi maschietti, che molto spesso “pettina” con tanto di pelo e contropelo. A volte stupisce il senso professionale che trasuda da questo Puffo in rosa, in cui si leggono l’innocenza dell’età più bella e la grinta di un pirata che assapora l’abbondanza del bottino.

Guardatela bene la sua finale, li troverete tutti questi elementi.

Ma poi, quando la vedrete sul podio (o meglio ancora, dal vivo), guardate anche il suo sorriso, perché é anche la sua simpatia a colorare il personaggio Alice, sia che frulli a tutta fra le gobbe di una pista, sia che sorregga il trofeo quasi più grande di lei conquistato a Bordeaux, il suo paese delle meraviglie.

Così, quella domenica 16 luglio in Place des Quinconces, i Braghi hanno vissuto il privilegio di essere gli orgogliosi portacolori dello sport veronese.

E quell’orgoglio lo hanno bagnato con le lacrime, quelle della gioia indescrivibile per il trionfo della figlia e della sorella.

“Abbiamo pianto tutti”, dice Barbara, la mamma, “io, Roberto, Enrico… E’ stato troppo bello, ancora adesso a volte non ci sembra vero”.

No no, è tutto meravigliosamente autentico, non è una favola, anche se al ritorno a casa trovarsi fiori e messaggi di congratulazioni davanti alla porta da parte degli amichetti del quartiere, i contorni di una favola sembra sembra averli proprio tutti.

Alice e il bmx, Alice e l’Europeo, Alice e… Peppa Pig, il cartone animato che le è valso l’affettuoso soprannome affibbiatole dagli amici del team, Peppa, per l’appunto.

“Eh, ma io preferisco un altro nome”, chiosa lei sorridendo, “preferisco Mariana”.

Capito la peperina?

Complimenti da tutto il TUO team!!!

Stefano Cantiero